Non andartene docile in quell’ultima notte

Premessa: trovate questa poesia nella sua versione originale e nella sua traduzione ufficiale qui. Questa che segue è una mia interpretazione che è  sicuramente inappropriata e traditrice, ma la versione italiana non mi piaceva e mi sembrava più traditrice non tanto del significato letterario o storico, ma del significato vero e proprio della poesia di Thomas. Perciò me la sono aggiustata così:

Non andartene docile in quella ultima notte,
i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al finire del loro giorno;
ribellarsi al morire della luce.
Benché i saggi riconoscano alla fine che la tenebra è giusta 
anche se dalle loro parole non vennero fulmini 
non se ne vanno docili in quell’ultima notte.
I giusti, con l’ultima onda, gridando quanto splendide 
le loro deboli gesta danzerebbero in una baia verde, 
si ribellano al morire della luce.
Gli impulsivi, che il sole presero al volo e cantarono, 
impararono troppo tardi d’averne impedito il cammino, 
non se ne vanno docili in quell’ultima notte.
Gli austeri, vicini alla morte, ciechi si accorsero 
che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
si ribellano al morire della luce.
E tu, padre mio, là sulla triste collina, maledizione
benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.  
Non andartene docile in quell’ultima notte.
Ribellati contro il morire della luce.

di Dylan Thomas