Ecco che cosa resta

Ecco che cosa resta
di tutta la magia della fiera: quella trombettina,
di latta azzurra e verde,
che suona una bambina camminando, scalza, per i campi.
Ma, in quella nota sforzata,
ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi,
c’è  la banda d’oro rumoroso,
la giostra con i cavalli, l’organo, i lumini.
Come, nello sgocciolare della gronda, c’è tutto lo spavento della bufera,
la bellezza dei lampi e dell’arcobaleno;
nell’umido cerino d’una lucciola che si sfa su una sfoglia di brughiera, tutta la meraviglia della primavera.
 
Corrado Govoni, Quaderno dei sogni e delle stelle. 

La vita

“La vita, giovanotto, è una donna sdraiata, con seni accostati e rigonfi, con una gran pancia liscia e molle fra i fianchi sporgenti, con braccia sottili, cosce piene e occhi socchiusi, che nella sua provocazione splendida e beffarda esige il nostro più fervido ardore.” 

Da George Perec, Vita, istruzioni per l’uso, BUR, p. 453.

Ricordare

“Senza le memorie che tengono insieme la mia vita non avrei la consapevolezza di aver vissuto e perderei il senso e la ragione del mio agire quotidiano. Ho bisogno della memoria del mio passato per muovermi con sicurezza e coerenza nel presente, ricca delle motivazioni che hanno determinato le mie scelte. La memoria mi definisce, mi fa sentire in armonia con il tempo e con gli altri di cui conosco l’esistere per essere anch’essi parte della memoria. “Ricordo, dunque sono” dico per assurdo. Scrivere le proprie esperienze credo sia un dovere civile per chiunque abbia da testimoniare del suo tempo”.

Carla Capponi, Con cuore di donna, Il Saggiatore, 2000, pp. 14-15.