La vita istruzioni per l’uso di Georges Perec

Il sottotitolo di questo particolarissimo libro è “Romanzi”. Non a caso. Se mi dovessero chiedere qual è il libro che ho amato di più e che ho letto più spesso, beh, sarebbe questo (insieme ad altri, di cui parlerò in altri post).

Un romanzo su cui sono stati scritti saggi, girati documentari, analizzata ogni pagina. Un romanzo costruito a tavolino, completamente, progettato in ogni sua minuzia per dimostrare che le costrizioni, anche le più assurde, sono un toccasana per la creatività. L’autore ha impiegato 9 anni per scriverlo. Ad esempio tutto l’insieme di storie e romanzi di cui è composto questo libro (c’è anche l’indice delle storie) può essere riprodotto come un movimento su una ipotetica scacchiera (di dieci quadrati) di un cavallo.

Se vuoi saperne di più vai qui, ne parlano meglio di me. A me quello che colpisce è la quantità di copertine fatte per questo libro che io ho comprato molte volte avendolo consumato, perso, letto in francese, in italiano…

E tu chiederai: ma di che parla? Della vita, di che altro se no?

Giandomenico Tiepolo, Il mondo nuovo (affresco, 1791)

Mi ha sempre affascinato questo affresco (staccato) in cui si rappresenta tutta una folla di spalle. La raffigurazione da dietro ha una sua costante e imperterrita tradizione (cfr. Eleonora Marangoni, Viceversa. Il mondo visto di spalle), e qui tocca un vertice secondo me di notevole fattura visto anche il periodo e soprattutto il senso ironico, melanconico che questo affresco ha. Su Il Mondo nuovo

Rodrigo Hasbún, la trama nascosta

Ho letto i due libri pubblicati in italiano di Rodrigo Hasbún. Sono Andarsene e Gli anni invisibili.
Sono due romanzi relativamente brevi, su temi molto diversi e nello stesso tempo con qualcosa in comune, la Bolivia, dove Rodrigo Hasbún vive ed è nato.

I due romanzi sono molto intensi, delicati, a tratti molto poetici. La particolarità di questo autore sta nel modo in cui costruisce il romanzo. I fatti principali non sono raccontati. Il lettore deve ricomporli da sé, in base a quello che viene detto da altri, su piani temporali diversi, attraverso altre voci. Trovo la cosa affascinante e coerente con i tempi in cui la struttura narrativa viene continuamente ripensata. Ciò che viene nascosto assume una maggiore centralità. Il non raccontato diventa tanto presente come il racconto. In parte c’è del pudore. In parte c’è della furbizia. In parte c’è che è tutto talmente visibile che nascondere diventa un atto artistico, pertinente, quasi una forma obbligata di legittima difesa. Hasbún è giovane. Avremo altre notizie di lui. Fortemente consigliato.