Abbastanza

Un giorno, una sera
La pioggia dirompente
Il baratro
L'ho visto davanti a me
Non volevo crederci
Abbastanza
In un istante
M'ha trapassato l'anima
In un volo senza spinta
Muto e profondo
Abbastanza
Da dissetarmi per sempre.
Non ho mai
abbastanza
Da raccogliere la rabbia,
il dolore, la speranza.
Non Abbastanza
Lutto di donna.

di B. Boschi, per gentile concessione.

100 anni e non sentirli…

Oggi la poetessa polacca Wisława Szymborska compie 100 anni, essendo nata il 2 luglio 1923 a Kornik. L’ho conosciuta il 9 febbraio 2000 perché ho segnato la data sul libro che mi è stato regalato quel giorno: Gente sul ponte edito da Scheiwiller. La poesia che quel giorno mi è stata letta era “Scrivere il curriculum”. Quella poesia è stata letta per aiutarci a non prenderci troppo sul serio. Credo che sia la cifra di molta poesia della poetessa polacca: prendere tutto come speciale e niente come veramente serio.

Se volete saperne qualcosa di più, Il Post ha pubblicato un articolo il giorno dopo la sua morte, il 1° febbraio 2012.


Cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.

E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.