(Ir)riflessioni

Siamo in campagna elettorale. Esco di casa di buon’ora. Cammino lungo il marciapiede e vedo un poster nuovo che il giorno prima non c’era. Dice: Non vi votiamo perché… e c’è un elenco di motivi per cui non li votano. È arrabbiato, duro, deciso.  

Guardo meglio. Il poster è stato attaccato con la colla dove non si possono attaccare manifesti di nessun genere. È un muro privato di una persona che adesso dovrà pulire via il poster. Probabilmente sarà altrettanto arrabbiato, duro e deciso. Rifletto, ma nemmeno troppo: un manifesto illegale e irrispettoso protesta contro la classe politica irrispettosa e illegale. Una persona sconosciuta ne pagherà le conseguenze, probabilmente in silenzio. Mi pare una meravigliosa metafora di tante cose e mi riprometto di scriverne. Mentre sorrido ancora di tutta l’ironia della cosa, mi avvio verso l’altra parte, attraversando in mezzo alla strada. Un signore un po’ in là con gli anni, alla guida di una macchina, mi suona arrabbiato, probabilmente perché sto attraversando dove non si può. Gli faccio un cenno di scuse e mi accorgo che viaggia senza aver allacciato le cinture.  E così via. 

di Max Franti, da La resa. Racconti, 2014.

Autore: Max Franti

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