Ultimamente ho letto alcuni testi che vorrei condividere.
In ordine di lettura:
Gli aquiloni, di Romain Gary (Neri Pozza, 2017 (1980))
Prima di questo ho letto Cane Bianco e ancor prima ho riletto Clair de femme. E poi ho riletto La promessa dell’alba e La notte sarà calma… insomma Roman Gary è uno dei miei autori preferiti. Un romanzo intenso, commovente, lucido, intelligente come solo Gary sa essere. Un romanzo, l’ultimo della sua vita, su due ragazzi che si amano e crescono prima, durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Se vuoi saperne di più leggi qui.
Civilizzazioni, di Laurent Binet (La Nave di Teseo, 2020)
Le ucronie mi piacciono molto. A cominciare dalla Svastica nel sole Di Philip K. Dick, da cui è stata tratta la serie The man in high castle su Prime Video (il titolo originale in inglese anche del libro) su come sarebbe stato il mondo se avessero vinto i tedeschi e i giapponesi a questa di Laurent Binet, dove gli Inca invadono l’Europa, dando così, a suo modo, una risposta alla domanda che hanno posto a Jared Diamond, “Perché gli europei hanno invaso l’America e non viceversa?” da cui Diamond ha tratto il libro, consigliatissimo, Armi, acciaio e malattie (Einaudi).
HHhH, Il cervello di Himmler si chiama Heydrich, di Laurent Binet (Einaudi, 2014 (2011)). Questo saggio-romanzo sull’attentato a Reinhard Heydrich, la bestia bionda, la mente dietro la Soluzione Finale, uomo di atroce efficienza è un testo molto interessante non solo per la storia che racconta, che di per sé è già tanta roba, ma per il modo in cui la racconta. Binet mette in scena il processo di costruzione del saggio, diventando parte della storia stessa. Se vuoi saperne molto di più e averne una lettura molto più professionale e approfondita, vai alla recensione di Wu Ming 2.
Il più grande criminale di Roma è stato amico mio, di Aurelio Picca (Bompiani, 2020). Adoro Picca. Il suo Arsenale di Roma distrutta (Einaudi, 2018) è una meraviglia tragica e dolente. Imprescindibile per capire Roma. Ma ho bevuto ognuno dei suoi romanzi. I suoi testi sono vivi, reali eppure così profondamente immaginari, con la sua scrittura ricca, originale, poetica. Questo ultimo suo romanzo parla sostanzialmente di Laudovino de Sanctis, (Lallo lo Zoppo per chi ha visto Romanzo Criminale) della Banda della Magliana. Ma anche di molto altro, come sempre. Parla di amore, di fascino per il male, di pietà, di vendetta e poi di un’epoca. E lo fa a suo modo, mescolando poesia, atti processuali, racconto, vita. Se vuoi saperne di più leggi questa recensione di Paolo Fallai sul Corriere.
I cieli, di Sandra Newman (Ponte alle Grazie, 2019)
Infine, questo romanzo che dire “strano” è dire poco. Un romanzo poetico, scritto in modo originale, a frammenti, con immagini vivide riassunte in una frase e che racconta una storia di follia e di viaggi nel tempo, attraversato da una tristezza che solo alla fine si comprende. Eppure divertente a suo modo, spiazzante e pieno di suspence. Potrebbe non piacere a tutti.