Cinque libri del 2019. Piccolo contributo alla lettura.

Come usa, di questi tempi, anche io  segnalo alcuni libri letti quest’anno. E’ il mio piccolo contributo alla diffusione della lettura.


Momenti fatali, Stefan Zweig, Adelphi, 2007 (1927). (Racconti)
Stefan Zweig è un magnifico scrittore, che scrive in modo semplice e suggestivo. Quest’anno ho letto diversi libri suoi (biografie, soprattutto: Magellano, Montaigne, Cicerone…) ma questo libro è particolare. Racconta di tanti piccoli importanti episodi, decisivi, nella storia dell’umanità. Tante piccole grandi storie che è bene ricordare.


Roderick Duddle, Michele Mari, Einaudi, 2014. (Romanzo)
Michele Mauri è un autore unico in Italia. In questo romanzo, scritto come fosse un autore dell’Ottocento,  racconta la storia rocambolesca e intrigante di un bambino usato per guadagnare un’eredità.


The Game, di Alessandro Baricco, Einaudi, 2018. (Saggio).
Alessandro Baricco (Dio lo preservi solo per aver scritto Emmaus!)  ha una visione originale, non apocalittica e non integrata, di ciò che sta accadendo, con Internet e l’avvento digitale, nella nostra società. Pieno di spunti interessanti.


Il libro dell’acqua, Eduard Limonov, Alet, 2011.(Autobiografia)
Ho conosciuto Limonov grazie alla straordinaria biografia che ne fa Emmanuel Carrère (Limonov, Adelphi, 2012). Il libro d’acqua è un’autobiografia dello stesso Limonov, scritta quando era in carcere, nella quale ripercorre la propria vita attraverso i mari, i fiumi, i laghi, in cui si è immerso. Originale.


Altan Terapia, Altan, Salani Editore, 2015.
Altan. Francesco Tullio Altan è, senza iperbole, il più grande filosofo, sociologo e politologo italiano. In una vignetta condensa saggi, ricerche, statistiche, umori. Io lo leggo e lo rileggo, insieme ai Peanuts, tutto l’anno e tutti gli anni. E’ una terapia, appunto. Un ottimo self help.

Scegli tu

Mia moglie, quando la conobbi, mi diede un ritaglio di giornale. Era una storia o forse era una forma di avvertimento? Un aiutino? O, semplicemente, il segreto di ogni rapporto umano? Scegli tu.
 
Quand’era giovane, Re Artù uccise un cerbiatto nella terra di un altro re, che per questo lo condannò a morte offrendogli però una chance di salvezza: “Se risponderai a un quesito che nessuno mai nel mio regno è riuscito a risolvere, sarai libero. Hai un anno di tempo”. “Accetto. Qual è la domanda?”. “Questa: che cosa vuole una donna?”. Artù tornò nel suo regno e cominciò a interrogare donne di ogni tipo, ma nessuna gli dava una risposta soddisfacente. Stava per desistere, quando pensò di interpellare una vecchia strega. “Ti risponderò, disse lei, ma in cambio voglio sposare Gwynn”. “Non te lo posso promettere, ma glielo chiederò”. Gwynn, uno dei più nobili cavalieri del reame, accettò di salvare il suo re sposando la strega. “Ora puoi rispondermi”, le disse Artù. “Quello che una donna vuole è essere padrona della propria vita”. Artù lo riferì al re nemico che gli fece grazia della vita. Nel frattempo, durante la prima notte di nozze, Gwynn si ritrovò fra le braccia una creatura stupenda: “Cosa succede?”, chiese. “Visto che mi hai dimostrato rispetto, ogni notte io diventerò per te una donna bellissima, ma continuerò ad essere una strega di giorno. O viceversa, come vuoi”. “Scegli tu”, le disse Gwynn. E fu così che lei decise di rimanere bella di giorno e di notte.