Mentre scrivo compaiono davanti a me molte parole ancora inesistenti nella lingua ufficiale. Sono refusi ortografici, errori di battitura, sgorbi del senso. Preso da non so quale forma di amore per queste parole che altrimenti sarebbero immediatamente sparite (è così facile uccidere le parole con il computer), ho provato a cercarvi un significato. Forse perché credo che non può esserci una parola, per quanto inappropriata, brutta, abbozzata, senza un suo significato. Così come tutti noi siamo portati a vedere figure di senso in segni grafici senza scopo, così probabilmente io sono portato a leggere, in ogni forma verbale, un qualche significato. Oppure, semplicemente, vorrei ribadire che negli errori ortografici, come in tutti gli errori, si celano delle verità da scoprire. Non so. So soltanto che ho iniziato con pazienza e fiducia a dare vita a quello che vorrei che fosse il primo, approssimativo, vocabolario di una lingua del tutto sbagliata.
ASCIGAMANI, ver. giap. importato nel XX°sec. 1. Tecnica giapponese di essiccatura del fior di loto. In italiano per traslazione: ridurre qualcosa in polvere. 2. Arte marziale di cui si sono perdute le tracce, ma che aveva il suo fulcro nel ridurre al minimo ogni gesto.
AVANAZATO, agg. m. (Dispregiativo). Nella sua forma volgare senza “h” aspirata, indica persona che ha passato un periodo lungo e forse eccessivo in Avana, Cuba. Per traslazione, si dice anche di persona che tende ad essere lasciva e apatica. “Sedeva, havanazato, senza luce negli occhi” (Scagliavini).
COMPLOTINO, sost. m., anche COMPLOTTINO (raro). 1. Complotto ordito sulla base della filosofia di Plotino (vedi). 2. <Fig> Complotto piccolo borghese (con accezione negativa). “Si tratta di un complotino fascista” (Scagliavini)
INCOSAPEVOLE, agg. m. Filosofia. La coscienza interiore delle cose. Il neologismo filosofico dello Scagliavini si rifà alla nota teoria per cui gli umani trasferiscono ai loro prodotti parte, se non tutta, della loro coscienza. Cfr. “Il mondo interiore delle cose. Rilettura della teoria dell’alienazione.” (1974)).
MERAVOGLIOSO, agg. m. Anche f. Meravogliosa (raro). Attribuito soprattutto agli esseri umani, in particolare agli uomini. La proprietà di essere fortemente desideroso di sorprese, novità belle e meravigliose. “Quell’uomo è un meravoglioso irriducibile” (Scagliavini).
METROPOLITINA, sost. f.. Chimica. Di uso comune, soprattutto nelle grandi città. Preparato chimico per rendere frizzantina l’aria della metropolitana. Usato soprattutto nel nord Europa (v.).
MONSO, Cucina, sost. masch. 1. Strumento per pulire gli alimenti. Usato soprattutto nel Sud Italia. 2. <Fig> Qualcosa che pulisce rapidamente.
MORSE, v. int., passato remoto di “morire” (v.). Anche moritte, (r.). “Ebbe come un sussulto, un ultimo respiro e poi morse” (Scagliavini).
NASSE, v. int., passato remoto di “nascere” (v.). Anche nacquette, (r.). “Nasse in povero pagliericcio e senza alcun pianto…” (Scagliavini).
NESUMA, sost. f., Geografia, Messico. Parola di origine e significato sconosciuti, probabilmente prov. azteca. Riportata dai primi spagnoli, sembra indichi una particolare montagna. Scagliavini propone una traduzione d’incerta dimostrazione: “Ne – Su- Ma”: “Non andate là”. La zona a cui si riferisce è, effettivamente, molto brutta.
NOIONI, sost.. pl. Fisica. Atomi della noia. La progressiva fisicizzazione della dimensione spirituale ha condotto, negli ultimi anni, alla scoperta di elementi di base delle dimensioni psichiche. I n., ipotizzati alla fine del XX° secolo da scienziati italiani, sono stati poi dimostrati nei laboratori del CERN nel marzo del 2013 (v.).
ODINATO, agg. m. Storico. 1. Nordico, riferito ad Odino (v) e al tempo di durata del suo regno. “Non ci furono sommosse durante l’ultimo odinato”. (Attarazzi)
OSSESSINATA, agg. f. Modo di dire: “uccisa da una ossessione”. “Se ne stava lì, ossessinata, fissando vitrea la scarpa che aveva ceduto”. (Scagliavini)
QUYELLP Sost. str.; Botanica. 1. Parola gaelica di origine sconosciuta che sembra indicare un particolare tipo di pianta usata nei riti celtici. Difficile però comprendere quale. Lo Scagliavini ha ipotizzato possa essere il Timo.
RUGUARDO, sost. m., Botanica, 1. Pianta selvatica diffusa nell’emisfero australe. Appartiene al genere delle Ruguardose, specie Ruguardis Australensis. Fu scoperta dai primi coloni europei ed utilizzata dagli Aborigeni per calmare ed ingentilire le persone. Ha effetti molto blandi. Gli Aborigeni la considerano sacra.
SCILUPPO, agg. m. Spreco, nel senso di perdita di qualcosa: “…in considerazione dell’enorme sciluppo della civiltà occidentale”. (Scagliavini).
SGURDI, sost. pl. da sgurdo (raro), usato prevalentemente al plurale. 1. Sguardi piuttosto beceri di maschi desiderosi: “Il gruppo lanciava degli sgurdi alla ragazza appena entrata” (Scagliavini).
SPENSO, v. intr. dall’infinito SPENSARE (v.), 1. Pensare senza ritenzione, senza limiti, con forte propensione al sogno. “Spenso, e in questa landa desolata mi perdo” (Scagliavini).
(Continua)
da La resa, di Max Franti, 2014