Gli occhi miei potrà chiudere l’estrema
ombra che a me verrà col bianco giorno;
e l’anima slegar dal suo soggiorno
un’ora, dei miei affanni più sollecita.
ma non da questa parte della sponda
lascerà la memoria dove ardeva;
nuotar sa la mia fiamma in gelida onda,
e andar contro la legge più severa.
Un’anima che ha avuto un dio per carcere
vene che a tanto fuoco han dato umore,
midollo che è gloriosamente arso,
il corpo lasceranno, non l’ardore;
anche in cenere, avranno sentimento;
saran terra, ma terra innamorata.
da Francisco De Quevedo, Sonetti Amorosi e Morali, pp. 27, Einaudi, Torino, 1989.